Nel capitolo 20 del libro degli Atti degli Apostoli, nel messaggio di addio di Paolo agli Efesini, Dio ha racchiuso un dono speciale. Si tratta di un messaggio rilevante oggi come allora e che non ha pari in tutto il Nuovo Testamento.
L’autore sfida i responsabili delle chiese di oggi a misurarsi con il contenuto di questo discorso. Non è solo carico di sentimenti in quanto discorso di commiato; è un vero e proprio trattato sulla leadership della chiesa concepita come una vocazione pastorale. Una vocazione che nel muoversi tra gregge e lupi rapaci trova nell’esempio di Paolo un modello ineludibile.
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